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Da Esseouira ad Agadir
Giorno di Pasqua
La tappa va dalle barche di Essaouira…
alle spiagge immense di Agadir.
Vorrei raccontare questa mia e nostra strana Pasqua. Siamo tutti lontani dai nostri affetti, dalla nostra casa, dalla nostra città. La maestra Orianna in una mail di ieri mi chiedeva se ci fosse, per le vie e nelle città da noi attraversate, segni della Pasqua. Ma non ci sono: siamo in un paese con tradizioni culturali e religiose diverse dalla nostra.
C’è una cosa che mi piace riferire. Ogni giorno verso le sei del mattino ci sveglia la preghiera del muezzin che invita i fedeli a ricordare l’ importanza della fede e della preghiera. Non ci dà fastidio. Direbbe la maestra Helga del XXV aprile “è nell’ armonia del reale”.
Ma mentre si consumava la colazione al 4° piano dell’ hotel abbiamo sentito un debole suono di campana. Abbiamo subito alzato gli occhi dalla marmellata, chi dal caffè, chi dall’ uovo sodo e ci siamo guardati l’un l’ altro felici di aver sentito un “soffuso” richiamo alla nostra cultura d’appartenenza.
E’ l’ unico segno di Pasqua che abbiamo incontrato.
Poi abbiamo pedalato ed oggi i piedi erano “leggeri” perchè c’era il sole finalmente e il vento era a favore e questo ci aiutava moltissimo.
Avevamo lasciato Essaouira…
e la meta di oggi era Agadir, ben 178 km in un continuo saliscendi. Lungo la strada troviamo una “mandria” di cammelli e le solite capre sugli alberi. Acquistiamo dell’ olio per la pelle che dicono favoloso, si chiama l’olio di Argan.



Arrivati ad Agadir ci facciamo la doccia. Ci aspetta un impegno ufficiale: siamo ospiti del console italiano ad Agadir, una signora bassanese che di cognome fa Bertoncello. Siamo felici di tale accoglienza.

GUARDA L’ALBUM:
Marrakech
Arrivati a Marrakech
E’ una città affascinante e misteriosa. Si trova vicina alla catena montuosa dell’ Atlante. La catena è tutta innevata. La città si presenta colorata di rosa: infatti tutte le abitazioni sono costruite con mattoni rosa che danno alla città un fascino particolare al tramonto.
Nella piazza, che è grandissima, si trova di tutto: dalle spezie alle verdure, ci sono anche gli incantatori di serpenti, addomesticatori di scimmiette, acrobati. Si vedono gente e razze di tutto il Marocco, un vero e proprio crocevia di razze ed etnie. Ci sono anche i cantastorie che raccontano vecchie storie del Marocco.
Vi vendono creme ed unguenti speciali che fanno la felicità di ogni donna. Si mangia molto bene il tajine che è il piatto caratteristico di questa regione.

I bambini sono commercianti nati e ti vendono di tutto. Ho simpatia per loro ma anche rabbia perchè dovrebbero avere la possibilità di andare a scuola. Ci sono tante persone che chiedono la carità ai numerosi turisti francesi e tedeschi.
Vi vendevano anche la pelle di serpenti e coccodrilli. I palazzi erano raffinati e impreziositi con mosaici colorati.

Nell’ ultima foto Cristina mi saluta, mi sistema il giubbotto da moto e si torna a viaggiare. E’ stato importante per tutti noi che i nostri affetti ci abbiano raggiunto per salutarci a metà del viaggio
Da Rabat a Casablanca
Continua la marcia verso Nenette.
Sono sulla strada che porta da Rabat a Casablanca.
Ecco alcuni paesaggi:


Pausa pranzo:
Arrivo a Casablanca:
Notizie su Casablanca:
Tanti alunni del 3° sono originari di Casablanca. Per questo ho guardato con occhi attenti questa città. Dico subito che mi è piaciuta e la trovo interessantissima.
Guardate le foto del colorato mercato . Il mercato è una felicità per gli occhi. Tutte le verdure sono disposte sui banchetti. Nei nostri orti non cresceranno prima di maggio.
Sarete stupiti dalla grande Moschea. Ve ne voglio parlare perchè vale la pena vederla e visitare l’ interno.
Cominciamo con il nome:
Hassan II La moschea è la 3° più grande moschea del mondo dopo quella della Mecca e di Medina. E’ costruita in parte sull’ acqua dell’ oceano ed ha un’ architettura affascinante cominciata nel 1987 e finita nel 1993 hanno lavorato 2.500 operai e 10.000 artigiani .
Tutti i materiali sono originari del Marocco con due eccezioni: i lampadari grandissimi fatti fare a Murano e i marmi di Carrara nella parte più sacra della moschea. Dentro alla Moschea possono pregare fino a 25.000 fedeli ed è dotata di un soffitto apribile per permettere una migliore aereazione.
Ci sono poi delle “balconate” intarsiate di legno dove pregano le donne.La sala di abluzioni è un gioiello architettonico, è costituita da ben 41 fontane. Un’ emozione a parte da il minareto alto 200 metri . E’ il minareto religioso più alto del mondo.
C’è una foto particolare che vi devo spiegare. Giovanni con le stampelle. Si avete capito bene il “leone di fontaniva” è azzoppato. E? caduto mentre si allenava ci ha raggiunto a Casablanca . Ci seguirà seduto in ambulanza per qualche giorno poi proverà a pedalare. Tutti l’ abbiamo preso in giro “il leone azzoppato”.
All’ambasciata di Rabat
Ecco le TV che riprendono i ciclisti davanti all’ambasciata:
Vengono accolti dal dott. Vaira 1°consigliere dell’ambasciata;
eccolo:
Dopo li accoglie l’ambasciatore Piergiorgio Cherubini.
Bepi Marson anche all’ ambasciata non smette di tenersi in forma o è vittima dei
crampi?
Conoscono anche il carabiniere che è responsabile della sicurezza dell’ambasciata;
è originario di Oderzo, quindi Veneto come noi.
foto con l’ ambasciatore:
consegna del nostro gagliardetto alla federazione ciclistica marocchina:
doniamo una maglietta ciclistica all’ ambasciatore:
Marzia che indossa la maglietta che gli hanno regalato, prima di partire,
gli alunni del XXV aprile:
La bandiera regalata dal presidente:
La redattrice: Agata Francescato
Tappa Tangeri – Kenitra
Lasciano Tangeri con tanta pioggia ma sono scortati dall’ ambulanza e tutto il traffico si ferma per farli passare;. Aladino si mette la tuta da pioggia che lo fa sembrare un “pallone sgonfiato” e i ciclisti indossano la tuta anti pioggia.
Il viaggio riserva paesaggi verdissimi. Per 30 km la strada corre lungo il mare tra le piante di mimosa. Alcune fotografie, le più belle ce le regala per il nostro blog Carlo, il fotografo.
CARLO: Voglio ringraziarlo e segnalare a tutti voi che quando sale nel pomeriggio sulla sua moto mi continua a parlare degli alunni e delle insegnanti del 3° Circolo. Con le foto cerchiamo di raccontarvi la vita di tutti i giorni lungo la strada Tangeri – Kenitra.
Dopo 239 km. Con pioggia e all’ inizio freddo a 12°, li accolgono in uno splendido hotel a Kenitra.

di Alessandro Dal Molin
E’ arrivata Marzia
Il plesso del xxv aprile saluta Marzia con una festa a sorpresa!!!
I regali ricevuti…
Marzia commossa condivide gli ultimi istanti prima di partire…
La nostra maestra sembra molto affamata!!
Marzia e i suoi amici ce i nuovi arrivati durante la loro durissima tappa: 236 chilometri effettivi. Sono arrivati
ora. Quando leggerete mi raccomando fategli un grosso applauso .Oltre alla nostra maestra Marzia si sono aggiunti :Alberto fiorin ,Antonio, Loredana e Giovanni Rebellato, il leone di Fontaniva, che siccome era caduto in bici, ci aspetta con ansia a Casablanca !!!
Marzia é anche lei felice di essere con noi però è dispiacuta per avere lasciato la sua classe
Speriamo di riuscire a rimettere in sesto questi ciclisti perchè facendo circa 200 chilometri al giorno saranno stanchi.
Un bel piatto di spaghetti rende piu felici
Alberto Fiorin è pronto ed è lui che si occupa di inviare il lavoro ogni sera per la nostra collaborazione fantastica!!!!
Gaetano molto gentile come sempre aiuta un ciclista ad alzarsi: Che generoso !!!!!!
Antonio e Loredana hanno subito bisogno di un massaggio rilassante da parte di Bepi che di sicuro li rilasserà e saranno subito pronti per partire !!!”"
Prima giornata in Marocco
Lo sbarco in Africa
C’E’ TREPIDAZIONE OGGI NELL’ ARIA
Si imbarcano per l’ africa. La sveglia alle 6.30 suona. Colazione alle 7.30, in bicicletta alle 8.15. Ieri sera Giampietro e Carlo, i soliti cirenei dell’ or ganizzazione sono andati ad acquistare i biglietti. Arrivano con anticipo all’ imbarco, sbrigano le poche formalità e sono nel traghetto.
Con emozione guardano l’ Europa e con speranza l’ Africa .
Per loro è magico traghettare sullo stretto di Gibilterra luogo per gli antichi simbolo della fine del mondo conosciuto, luogo di leggende e di storie.
Non è una splendida giornata La Spagna è coperta di nuvole, guardano l’ Africa e la catena dell’ Atlante non promette niente di buono, è coperta da nuvole nere.
La nave lascia il porto e loro si affacciano a salutare l’ Europa . Sono curiosi di scoprire il Marocco. Per molti di loro è la prima volta che si mette piede in terra d’ Africa. Le bici , la moto e il furgone vengono sistemate nella “pancia” del traghetto.
Alle 9 in punto partono.
Vedono, in lontananza, i monti dell’ Atlante e gli appare una terra verdissima piena di colori: il Marocco. Alla frontiera una gradita sorpresa : il presidente della federazione ciclistica del Marocco e alcuni dirigenti sono ad attenderli e ciò semplifica tutte le formalità.
Ma prima di passare la frontiera sbarcano a Ceuta una città che è rimasta spagnola anche se in terra africana. il direttore ha fotografato il porto di Ceuta.
Tra Spagna e Marocco
Stiamo sempre percorrendo le strade dell’ Andalusia.
Il paesaggio è affascinante
ma fa pensare dall’ altra.
Mi spiego.
Mi piace la maestosità della sierra che incombe sul mare.
Dall’ altro penso a come l’ uomo non ha rispettato molto la natura costruendo tantissime, troppe case vacanze a ridosso del mare.
Un’ altra cosa che mi ha colpito sono le serre di coltivazione. Qui ce ne sono tantissime. Ho dato una sbirciatina. Ho visto angurie, meloni , pomodori e zucchine.
Da qui partono numerosi TIR che ogni giorno portano la frutta e la verdura di queste zone in tutta Europa.
Ma forse vi interessano notizie sui ciclisti. Sono personaggi curiosi. A Gaetano compaiono e scompaiono le valige. Le mette nella stanza n. 115 e se le ritrova nella 116. Secondo voi sono gli amici ciclisti che gli fanno degli scherzi o ci sono dei fantasmi nell’ hotel? Bepi Pancio secondo me ha fatto indigestione, mangia sempre e nelle due ultime tappe non era in forma.
Questa mattina tutti l’ abbiamo osservato a colazione perchè ieri aveva preso solo un panino e dello yogurt. Questo, per noi era un evidente segnale che qualcosa non andava. Questa mattina ne ha mangiati 4 : è ritornato alla normalità, sta bene. Quando si pedala si parla molto.
Sono ciclisti allenati quindi in salita stringono i denti e si pedala in silenzio ma in discesa e in pianura si da sfogo alle “ciacole”.
Volete saper di chi si parla? Eccovi accontentati. Della maestra Marzia. Non vediamo l’ ora che si unisca al gruppo, le faremo una festa quando arriva. Poi si parla di Giovanni, l’ amico fraterno di Bepi Pancio. Sappiamo che durante un allenamento è caduto ma ha fatto sapere che ci raggiungerà domenica prossima a Tangeri. Io aspetto Alberto Fiorin così ci penserà solo lui a fare il diario giornaliero per il sito e
io mi concentrerò solo sul blog e a rispondervi. Non vedo l’ ora. Gustatevi le foto dei miei amici in azione per le strade di Spagna.
A tutti i miei alunni di origine marocchina. Fra poco arrivo nella vostra terra chiedete ai vostri genitori di indicarmi le bellezze paesaggistiche e culturali del vostro Paese e non dimenticate di darmi consigli di come mangiare, che cosa mangiare e dove mangiare. Da domenica pedaleremo in Marocco. Vorrei sapere da tutti voi se le maestre sono contente del vostro impegno. Quando incontrate la maestra Orianna ringraziatela per il difficile compito che ha: mi sostituisce e sta guidando con intelligenza e sensibilità il 3° circolo. Dimenticavo. Lungo la strada di ieri ho visto un albero di mimosa .
Mi son ricordato che questo fiore è il simbolo della festa delle donne. L’ho fotografato con l’ intento di dedicarlo a tutte le alunne del 3° , alle loro insegnanti, al personale di segreteria e al personale ausiliario.
Sono tanti i giorni passati a pedalare, abbiamo passato le due settimane e la strada è ancora lunga. Piano piano ma ci arriveremo.
Ci gustiamo anche la lentezza che ci permette di guardare i paesaggi, pensare…….
I pensieri sono lenti quando si va piano e diventano più profondi perché più meditati.
Si riflette sulla fatica. Ce lo domandiamo più volte : chi ce lo fa fare?
Ma abbiamo anche la risposta.
- vogliamo diventare più amici e riuscire ad aiutarci nei momenti di difficoltà
- vogliamo dare un esempio che gli obiettivi si raggiungono con la giusta preparazione, organizzando noi stessi e gli altri
- vogliamo vedere il sorriso di tanti bambini che non hanno tutte le opportunità dei bambini italiani.
- lo facciamo per noi stessi, per misurare le nostre forze, la nostra capacità di sopportare lo stress
Oggi l’ Andalusia piangeva.
Forse perché è l’ ultimo giorno per noi su questa aspra e nello stesso tempo dolce terra? Piangeva poiché ha piovuto tutto il giorno e abbiamo dovuto stringere i denti, bagnati come pulcini, con un asfalto molto scivoloso. L’ Andalusia ha pianto tutto il giorno e le sue lacrime hanno oltrepassato le mantelline anti pioggia e siamo arrivati infreddoliti e subito ci siamo messi sotto una doccia calda.
Abbiamo prenotato il traghetto da
Algesiras alle 9 e arriveremo a Ceuta alle 10. Ma saremo ancora in terra spagnola. Si.
Ceuta è una piccola cittadina africana che è rimasta sotto la Spagna ed è molto piccola , (così come Melilla) a breve distanza dallo stretto di Gibilterra. Questa vicinanza allo stretto ha fatto si che nei secoli Ceuta cambiasse spesso “dominatori”, prima nelle mani cartaginesi, poi romane, visigoti ed infine arabe, fino a quando venne conquistata dai Portoghesi, il 14 agosto 1415. Nel 1668 il Portogallo cedette definitivamente Ceuta alla Spagna.
Città multiculturale, il suo centro nevralgico è la piazza di Nostra Signora d’Africa, in pieno centro storico, dove sorge il monumento ai caduti nella Guerra d’Africa (1859-60). Intorno alla piazza si trovano il Santuario di Nostra Signora d’Africa, nel quale si venera l’immagine della patrona e sindaco perpetuo della città, la Cattedrale, eretta su un’antica moschea mussulmana, la Casa del Comune e il Comando Generale. Altri monumenti religiosi di interesse sono la chiesa di San Ildefonso, che custodisce al suo interno l’immagine del Cristo di Medinaceli, e l’eremo di Nostra Signora della Valle. Si tratta della chiesa cristiana più antica della città, e in essa don Juan I del Portogallo nominò Cavalieri i suoi figli.
Algeciras è una città spagnola di circa 114.000 abitanti nella provincia di Cadice, nella comunità autonoma dell’Andalusia. La città è posta all’estremo meridionale della penisola iberica, sullo stretto di Gibilterra, in una piccola baia sopra una terrazza diarenaria rossa depositata in epoca quaternaria dal Río de la Miel.
Il suo nome deriva dall’arabo Al-Jazīra al-Khadrā (الجزيرة الخضراء), “l’isola verde”, imposto nel 711 dai primi conquistatori arabisbarcati sulla penisola.
La principale risorsa economica del suo territorio è il porto situato nell’omonima baia. Il porto di Algeciras è infatti il principale porto spagnolo per volumi di traffico merci e passeggeri.
Verso la sierra
Continuano a pedalare passando tra paesaggi belli e a volte molto brutti.
L’ uomo sa creare costruzioni molto belle rispettose dell’ ambiente. Altre volte invece…………Al DD non è piaciuto molto vedere splendidi angoli di mare soffocati da grattacieli e da centrali nucleari.
Si, avete capito bene : una selva di grattacieli. Lì , verso il sud della Spagna si è costruito troppo. Non ha voluto nemmeno fotografare queste brutture che l’ uomo ha costruito. La natura, se rispettata è così bella.!
Oggi ha scorto tra i cespugli un coniglietto selvatico. Non è riuscito a fotografarlo perché è scappato impaurito. Purtroppo non si fida degli uomini . Carlo nella riserva naturale che si trova alla periferia di Valencia
è riuscito a fotografare un airone mentre spicca il volo.
Forse il DD non l’ ha detto. ( Scusatelo ma a volte fa confusione tra quello che scrive per il blog e ciò che scrive per il sito ufficiale). Anche le biciclette hanno avuto il loro momento di gloria: hanno “dormito” anche loro in una camera doppia dell’ hotel. Trattate come principesse.
Solo la sua moto è rimasta tutta la notte sola , sola all’ aperto. Ma alla mattina il DD è andato da lei e l’ ha pulita quasi a farlo perdonare di averla fatta dormire al freddo.
ANDALUSIA
Si alzano presto presto.
Si aspettano 140 km di viaggio .Oggi entreranno in un’ altra regione della Spagna: l’Andalusia, dopo aver lasciato la Murcia. Terra del sud con caratteristiche particolari.
Alla mattina discutono il tracciato e fissano le soste. Tutti gli altri controllano i mezzi . E poi via alla conquista dell’ Andalusia. 
Il suo nome deriva, si pensa, dal termine arabo Al-Andalus. E’ una terra che ha visto transitare tanti popoli. Sicuramente si sente l’influenza degli arabi. Se potete, con l’ aiuto della LIM entrate nella splendida Alhambra, residenza dei califfi arabi, è stata dichiarata patrimonio dell’umanità.
Nell’Andalusia ci sono le “sierre” cioè delle catene montuose, ma più spesso collinari, anche se nelle cime più alte scende la neve.
Sono abbastanza spoglie e crescono molti cespugli spinosi.
Il direttore controlla se i suoi amici sono in difficoltà alzandosi sui pedali della moto.
Affrontano quindi la sierra per arrivare ad Almeria, città sul mare. Fanno fatica, ma, come potete vedere dalle foto, “il nonno volante” è un campione e non molla.
Riconosciamolo: si fa fatica . Li gratifica però il paesaggio che li circonda. Dopo le salite, come nella vita, ci sono, o meglio arrivano, le discese. Occorre saper stringere i denti, allenarsi, avere chiaro l’obiettivo ed ogni salita si supera. Arriva la discesa: bella, inebriante, riposante.
Dopo ogni fatica, dopo ogni sforzo occorre anche sapersi fermare, guardarsi attorno e gustare ciò che hanno trovato sopra la salita. Immersi in una delle Sierre dell’Andalusia hanno colto i fichi d’ India
Il direttore ha il computer che non gli funziona bene, è lì che cerca ti inviarci il materiale .
Si danno il cambio per tirare e a volte si è stanchi ed occorre tirare fuori tutta la grinta possibile. Mai darsi per arresi davanti alle difficoltà, ma soprattutto, mai fare domani su quello che puoi fare oggi.
Nella moto, Carlo coglie con la fotografia immagine strane: vediamone una


di
Gioele
Dalla Valle
Nel Sud della Spagna
I ciclisti ed il DD, si avvicinano verso il sud della Spagna sono arrivati ad Anguilas. (se accendete la lim potete cercarla con google map)
Interessante il paesaggio di oggi. Sono passati attraverso chilometri e chilometri di saline e il sale prodotto era così tanto che , accumulato, sembrava formare delle montagne. Chissà che spettacolo!!!
Dopo le saline hanno visto i campi sterminati di carciofi e il duro lavoro dei braccianti agricoli che li raccolgono usando grandi gerle.
Dopo tanto duro lavoro, i contadini saranno fieri della loro raccolta.
Oggi hanno avuto il “nonno volante “ che si era preso una rivincita, Giovanni Vidale con i suoi 73 anni portati benissimo è andato in fuga trainato da Romeo e ha dato un distacco di 4 minuti al gruppo. Bravissimo Giovanni. Da grande anche io farò un giro dell’Europa in bici da corsa, in qunto il mio obbiettivo e quello di svolgere questo sport già da adesso.
il redattore del blog: Alessandro Dal Molin
Giornata fantastica
Si stanno gustando ogni chilometro di questo viaggio
e un momento importante è quello della pastasciutta.
Ieri ha raggiunto il direttore e i ciclisti una giornalista tedesca
per far loro un’intervista.
Ma prima che si concedessero l’hanno
invitata a mangiare un boccone con loro;
subito non voleva, ma poi a cominciato con una fetta di mortadella,
poi l’hanno conquistata con una fetta di salame e un buon bicchiere di vino
“targato” (che il
direttore presenterà fra qualche giorno nella sezione del blog dedicata ai
protagonisti).
A quel punto si è mangiata anche un piatto di pastasciutta e Bepi ha esclamato:
” Fortuna che diceva di aver già pranzato!”.
A quel punto, sicuri che avevano suscitato la sua
attenzione, erano pronti per l’intervista.
Hanno illustrato sia il progetto di costruire
l’ambulatorio a Nenette, sia l’avventura ciclistica.
In Spagna vivono 30.000 tedeschi che
trascorrono in questi luoghi la pensione e per loro si fa un giornale in lingua tedesca
e lei lavora per questo giornale.
Ecco la fotografia perché sicuramente
sarebbe piaciuta al maestro Emanuele!
Alla fine foto ufficiale:
le donano il gagliardetto della
spedizione e una maglietta.
Siamo felici perché oggi abbiamo già superato i 2000 km e…….
……Nenette si avvicina.
Valencia
Il viaggio continua, partiamo di buon ora da San Carles de la Rapità. Diventiamo sempre più amici tra di noi . Certo non neghiamo che la fatica si fa sentire e il mio amico Gaetano oggi , dopo tre ore di pedalata, esclamò: ” cosa ho fatto!!!
Pensare che potevo essere all’ ombra del mio portico a magiare pane e soppressa e un bicer de vin. Ma sono frasi che servono per fare una risata. Siamo contenti di esser qui e di pedalare verso nenette. Questo ci piace non perchè siamo vanitosi ma perché speriamo che il nostro messaggio di pace e di solidarietà tra i popoli sia diffuso tra tante scuole in Italia. La tappa che ci porta a Valencia è un po monotona si viaggia tra aranceti ed ulivi.
Abbiamo avuto problemi meccanici con il furgone e con la mia moto. Ma abbiamo risolto tutto. Nella mia moto non si accendevano più le luci. Ma state tranquilli che ora è tutto sistemato.
Abbiamo passato un’ antica città alleata di Roma antica che fu conquistata e distrutta da Annibale il generale cartaginese.La Seconda guerra punica ( così vennero chiamate le guerre tra l’ antica Roma e Cartagine che si trova in Africa dove oggi c’è la Libia) tra Cartagine e Roma venne provocata dalla disputa tra le due potenze su chi dovesse controllare Sagunto, una città costiera alleata dei Romani. Dopo una grande tensione nel governo cittadino culminante nell’assassinio dei sostenitori di Cartagine, Annibale cinse d’assedio la città di Sagunto nel 218 a.C.
La città chiese aiuto ai Romani, ma i Romani non mossero un dito per aiutarli. In seguito a un prolungato assedio e una battaglia sanguinolenta in cui Annibale stesso venne ferito e l’esercito praticamente distrutto, i Cartaginesi si impossessarono della città. Molti dei Saguntiani scelsero di suicidarsi pur di evitare la sottomissione e la schiavitù che li attendeva nelle mani dei Cartaginesi.La guerra continuò poi con la spedizione in Italia di Annibale. A 20 Km da Sagunto c’è Valenzia dove mi trovo ora e sede di arrivo dell’ odierna tappa.
Come al solito siamo stanchi e non abbiamo le forze per visitare la città. Mi consolo scrivendovi. ciao
di Gioele Dalla Vallle
alla sera arriviamo felici ma stanchi. Non si separano mai dalle biciclette e le portano in camera con loro…..quando si dice passione………..









































































































































































































