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Il Natale appena passato: il significato della corona dell’avvento
L’attesa della classe seconda di Valrovina per il Natale
La prima candela si chiama Candela del Profeta. Ci rammenta che molti secoli prima della nascita del bambino Gesù, uomini saggi chiamati profeti predissero la sua venuta.Un profeta di nome Michea predisse perfino che Gesù sarebbe Nato a Betlemme! Laseconda candela, chiamata Candela di Betlemme , ci ricorda la piccola città in cui nacque il nostro Salvatore. Noi raffiguriamo Maria e Giuseppe mentre stancamente vagano da una locanda all’altra, senza riuscire a trovare un posto dove riposare, finchè alla fine sono condotti al riparo di una stalla. Poi, nella più sacra tra le notti, mentre risposavano nella stalla insieme ai miti animali, il figlio di Maria, il bambino Gesù, nacque!
La terza candela è chiamata la Candela dei pastori, poiché furono i pastori ad adorare il bambino Gesù e a diffondere la lieta novella. La quarta candela è la Candela degli Angeli per onorare gli angeli e la meravigliosa novella che portarono agli uomini in quella notte mirabile. Sebbene non possiamo ne vederli né sentirli, sono ancora gli angeli che ci portano il messaggio di Dio con pensieri d’amore e di pace, di gioia e di buona volontà”
la corona di Avvento ha una funzione specificamente religiosa: annunciare l’avvicinarsi del Natale soprattutto ai bambini, prepararsi ad esso, suscitare la preghiera comune, manifestare che Gesù è la vera luce che vince le tenebre e il male.La corona di Avvento è un inno alla natura che riprende la vita, quando tutto, sembrerebbe finire, un inno alla luce che vince le tenebre, un inno a Cristo, vera luce, che viene a vincere le tenebre del male e della morte. La corona di Avvento ha una forma circolare. Il cerchio è, fin dall’antichità, un segno di eternità e unità; qui indica il sole e il suo ciclo annuale, il suo continuo riprodursi, senza mai esaurirsi; esprime bene il riproporsi del mistero di Cristo. Come l’anello, che è tutto un continuo, la corona è anche segno di fedeltà, la fedeltà di Dio alle promesse. Dato questo suo significato la corona di Avvento deve mantenere la sua forma circolare e non divenire una qualsiasi composizione floreale con quattro candele. La corona è inoltre segno di regalità e vittoria.
La corona di Avvento annuncia che il Bambino che si attende è il re che vince le tenebre con la sua luce. I rami sempre verdi dell’abete o del pino che ornano la corona sono i segni della speranza e della vita che non finisce, eterna appunto. Per questo la vera corona non dovrebbe essere di terracotta, ceramica, pasta e sale… Questi rami richiamano anche l’entrata di Gesù in Gerusalemme, accolto con rami e salutato come re e messia.
Per ornare la corona si usano nastri rossi o violetti: rosso o rosa, simbolo dell’amore di Gesù che diventa uomo; violetto, segno della penitenza e della conversione per prepararsi alla sua venuta.
La festa delle luci
Nella classe prima di Valrovina, l’ultima settimana di Natale, una bambina di nome Lia ci racconta una bellissima festa ebraica:
Hanukkah
conosciuta con il nome di
Festa delle luci
Chanukah o Hanukkah è il termine ebreo della “dedicazione”, che si riferisce alla riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme nel 161 a.C
E’ celebrata per otto giorni in onore della vittoria ebrea e del miracolo dell’olio rimasto acceso per molti giorni per la riconsacrazione del tempio.
La festività, durante gli otto giorni, è caratterizzata dall’accensione dei lumi di un particolare candelabro ad otto braccia chiamato chanukiah.
Gli ebrei laici celebrano Hanukkah per ricordare che gli esseri umani possono usare la loro abilità per migliorare la qualità della vita. Le celebrazioni di Hanukkah sono occasioni di festa segnate dall’accensione delle candele nell’hanukkiah. Famiglie e comunità si riuniscono per consumare il cibo della festa che comprende i latkes di patata. Si cantano i canti di Hanukkah e si fanno dei giochi tipici. Spesso le famiglie portano la loro hanukkiah nella loro comunità per illuminare la celebrazione comunitaria. Le luci della hanukkiah ci collegano al nostro passato ed agli altri ebrei, e ci ricordano la fragilità della vita.
Le luci simbolizzano valori come azione, coraggio, dignità umana, libertà, giustizia, identità ebraica, libera scelta, forza, ingegno.
La kippah è il copricapo usato correntemente dagli ebrei osservanti maschi principalmente all’interno dei luoghi di culto, anche se i più religiosi la indossano anche durante la vita quotidiana; è uso degli ebrei osservanti coprire comunque il capo in segno di rispetto verso Dio, e a tale scopo un qualsiasi copricapo è adatto.
Guarda l’album fotografico:
“PIEDIBUS” al XXV Aprile
Dal 7 Novembre 2011 nella nostra scuola XXV APRILE grazie a GENITORI proprio SUPER è iniziato il PIEDIBUS!!!!
Pioggia, neve, vento e naturalmente SOLE … bambini e genitori accompagnatori ( coordinati dal papà Vittorio Campana ) percorrono a piedi ben TRE LINEE: OVEST, NORD ed EST che convergono nella scuola del quartiere.
Piedibus infatti vuol dire proprio BUS A PIEDI!!!!
Genitori ed Insegnanti dicono sempre che fare movimento fa benissimo e quindi … perché non CAMMINARE un po’ prima di sedersi in aula?!? Ogni mattina si arriva a scuola ben svegli e puntuali !!!
Inoltre con il PIEDIBUS si conoscono altri bambini !!! Si imparano le regole del PEDONE.
Nell’ingresso della scuola ci sono meno macchine al mattino … meno smog … e più aria pulita.
Siamo molto grati agli amici del PIEDIBUS CANOVA e del PIEDIBUS PASCOLI che ci hanno dato tanti buoni consigli per organizzarci!!! Il Piedibus Canova ci ha anche salutato dal suo blog:
http://piedibuscanova.wordpress.com/2011/11/06/un-nuovo-piedibus-a-bassano/#comments
Ringraziamo anche i NONNI VIGILE che ci aiutano ad attraversare nelle strisce pedonali e gli ALPINI che hanno offerto la loro disponibilità nell’accompagnarci.
Ci auguriamo che sempre più bambini e genitori possano aderire a questa iniziativa !!!
Voi cosa ne pensate ? EVVIVA IL PIEDIBUS!!!!!!!
MANI IN PASTA
Giovedì 24 e Venerdì 25 Novembre 2011 come da tradizione si sono svolti nella Scuola Primaria XXV APRILE i MITICI laboratori di “Mani in pasta”.
In questi due giorni la nostra scuola si TRASFORMA … i bambini non sono più suddivisi in classi ma in laboratori di attività.
C’è un gran movimento e si vedono nonni e genitori che lavorano assieme alle maestre con alunni di diverse età!
E poi … si costruiscono oggetti e regali per ogni gusto!!!
Ecco perché si chiama MANI IN PASTA! Perché ciascuno “usa le mani” per creare … Quest’anno abbiamo potuto scegliere un laboratorio il Giovedì ed un laboratorio diverso il Venerdì.
In tutto i laboratori erano……………………!
In FALEGNAMERIA si creavano dei cuoricini, dei pupazzi di neve, angioletti e delle splendide renne. Tutto con il legno!!!! Nel laboratorio del GIORNALINO i bambini facevano interviste, foto e scrivevano al computer, per realizzare il giornalino di mani in pasta! CREANDO CON LE PIGNE era un laboratorio in cui si realizzavano dei simpatici gufetti. Nel laboratorio BOCCE DI NEVE si usavano dei barattoli in vetro, si incollavano delle figure sul fondo, si mettevano delle stelline e un po’ d’acqua…ed ecco fatte le bocce di neve!!! In PASTICCERIA si preparavano dei biscotti e delle gustose crostate con la marmellata. Nel laboratorio del DECOUPAGE si realizzavano dei quadretti, delle scatoline e delle campanelle molto carine. Nel laboratorio di MOLLETTE NATALIZIE si creavano, con panno e mollette, numerosi personaggi: Babbo Natale, le renne a dondolo, gli gnomi e i pupazzi di neve.CORNICI E CORNICETTE, era un laboratorio in cui si realizzavano delle cornici con i fagioli.
Nel laboratorio ANGIOLETTI PORTAFORTUNA e PERLINE, invece, si creavano degli stupendi angeli con lana e stoffa mentre con le perline si realizzavano dei ciondoli bellissimi.
Novita’ merenda panino con spremuta d’aranze
Abbiamo realizzato molti oggetti grazie alla collaborazione dei bambini di tutte le classi: che gioia conoscere nuovi compagni! Carta, legno, bottoni, farina … e tanta fantasia sono stati gli ingredienti che hanno dato forma alle più divertenti e originali decorazioni natalizie. In questi due giorni ci siamo divertiti tanto! Siamo felici che ci sia stata anche quest’anno la possibilità di provare un’esperienza così straordinaria!!! Una curiosità … è l’ultimo anno che facciamo parte del 3° Circolo… ecco perché con il Direttore Aladino Tognon abbiamo fatto una foto con il numero tre! Buona lettura a tutti!!!!
Blog per i più grandi: “BARIONA” il natale di J. P. Sartre
Racconto scritto e rappresentato da Sartre nel Natale del 1940 per i suoi compagni di prigionia nel campo di Treviri. La storia ruota intorno alla figura di Bariona, capo di un villaggio vicino a Betlemme, ed è ambientata nell’epoca in cui la Giudea era oppressa dai Romani e vessata da continue richieste di tributi. Il testo si offre al lettore come l’immagine di un’esperienza religiosa che raggiunge il suo apice nella descrizione del rapporto di intimità che lega la Madonna al Bambino, e nel contempo come esperienza politica che, nella chiara allusione alla Francia occupata dai nazisti, vuole creare aggregazione e solidarietà tra i prigionieri, credenti e non credenti, e sollecitarli alla resistenza contro gli invasori.
Bariona,dunque, è un originalissimo testo teatrale poiché Sartre ebbe modo allora di conversare a lungo con i preti detenuti, discutendo in fraterna sincerità di fede e teologia. E’ alla luce di questa esperienza che Sartre scrive un testo teatrale sul mistero del Natale. Lo compone in sei settimane, sceglie gli attori, assiste alle prove, crea la messa in scena ed i costumi lui stesso. Vi partecipa come attore nella parte del Re Magio Baldassarre.
Il racconto ruota intorno alla figura di Bariona (dal curioso soprannome di “figlio del tuono”), capo di un villaggio vicino a Betlemme. La storia è ambientata nell’epoca in cui la Giudea era oppressa dai Romani e vessata da continue richieste di tributi. All’annuncio della nascita di Gesù Bambino Bariona abbandona ogni diffidenza e si apre alla speranza. Il testo si offre allo spettatore come l’immagine di un’esperienza religiosa e raggiunge il suo apice nella descrizione poetica del rapporto di intimità che lega la Madonna al Bambino. Disse una volta Sartre: “Ho sempre avuto un rapporto difficile ed impossibile con Dio”. Oggi, la visione di quest’opera, offre l’occasione di ripensare l’ateismo di Sartre e la sua filosofia dell’esistenza.
Jean-Paul Sartre, Bariona o il figlio del tuono. Racconto di Natale per Cristiani e non credenti, Cristian Marinotti Editore, Milano 2003
di Cristina Ficorilli
Per dettagli: http://maik07.wordpress.com/2008/12/17/bariona-o-il-figlio-del-tuono-il-natale-di-jp-sartre/
Posted in insegnanti-genitori
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Cena multietnica a Rondò Brenta
Dopo la caccia al tesoro, alla sera, si scatena tutta una serie di colori, di sorrisi, di cuori colmi di allegria grazie alla cena multietnica ormai diventata un punto forte di questa intensa giornata dedicata alla condivisione delle diverse culture che ci arricchiscono.
Guardate che meraviglia!
Guarda tutte le foto:
Caccia al tesoro multilingue a Rondò
Sabato 19 novembre è stata “vissuta” la settima edizione della caccia al tesoro organizzata dalla scuola elementare “San Francesco d’Assisi” di Rondò Brenta con la collaborazione del comitato di quartiere di Rondò e dell’associazione “Spazio Alisei”. Insegnanti, bambini, genitori, alcune scuole medie e scuole superiori hanno partecipato a questo bellissimo gioco che quest’anno aveva come tema i 4 elementi della natura.

Ogni squadra aveva per nome un elemento della natura e insieme dovevano riscoprire l’importanza che tutto ciò che esiste non è separato dall’essere umano, ma è, al contrario, tutto collegato come un da filo invisibile che unisce me agli altri, alla natura e all’universo intero.
QUI SOTTO CLICCATE L’ALBUM FOTOGRAFICO:
5° indovinello
C’E’ QUALCUNO CHE PARLA TUTTE LE LINGUE DELLA TERRA. CHI E’???
Posted in Indovinelli
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MIMARE I SENTIMENTI COL CORPO
La classe 2° B del xxv aprile l’anno passato mimò alcuni sentimenti coi movimenti del corpo e l’espressione del viso…
…IO NON MI RICORDO TUTTI I SENTIMENTI. CARI ALUNNI DI 2B, MI AIUTATE A RICORDARE COSI’ POI LI SCRIVO ACCANTO ALLE FOTO??? SCRIVETEMI!!!
IL RESTO DELLE FOTO DI QUELLA GIORNATA SONO QUI DI SEGUITO:
FRancia 5°giorno
Diario di bordo di venerdì 7 ottobre
La sveglia è suonata alle 6 in punto e la maestra Ilenia è passata per le camere a dare il “dolce” risveglio.
Dopo 10 minuti i bambini erano già in corridoio con le valige stipate di vestiti puliti e sporchi appallottolati insieme!
Le bambine dopo 20! Come erano dentro le loro valige non lo sappiamo, ma sappiamo come era la loro camera: il banco di un bar che ha lavorato fino ad ore tarde. Tazze di tè sporche, scatolette di succhi vuote, limoni, cartine, briciole di biscotti ecc…
La sera prima c’era stato il party dell’ultima sera.
Colazione veloce, saluto ai Francesi e poi via in autobus per Bordeaux perché gli Inglesi avevano l’aereo alle 11 e c’era molta e trafficata strada da fare.
Il nostro aereo partiva alle 17.45, avevamo tempo per una visita alla città di Bordeaux e per fare gli ultimi acquisti.
Il giro nel centro della città è stato veloce, nessun museo, nessun teatro, non c’era tempo.
Siamo riusciti a trovare un dono da portare ai nostri compagni di scuola e a spedire le ultime cartoline.
Per pranzo, la tipica baguette con dentro prosciutto e formaggio oppure uova pomodoro tonno, tutto sempre condito con salsette varie, mangiata in piedi, lungo la via principale della città.
Eravamo stanchi e l’attenzione cominciava a venire meno.
Per fortuna in aereo nessuno ha più fiatato, anzi! Tutti dormivano, quasi tutti.
Questo è l’ultimo resoconto del viaggio.
Adesso ci sarà lo spazio per le impressioni dei bambini e delle bambine.
Francia 4°giorno
Diario di bordo di giovedì 6 ottobre
Ultima sera, la più caotica e carica di emozioni.
Una tisana in compagnia, una cuscinata lunga e poi a nanna. La maestra chiama all’ordine. Domani mattina alle 6 sveglia. colazione alle 6.30. Partenza alle 7 per Bordeaux.
Il nostro aereo partirà alle 17,30, avremo ancora tempo per un giro in città.
Oggi il gruppo dei docenti ha lavorato per organizzare il meeting in Italia e a Rovigo e i bambini…
Vi copiamo le loro sintetiche parole. Stasera non era sera di cronache per loro, era l’ultima sera.
Questa mattina, noi bambini di Campese insieme ai ragazzini inglesi, ungheresi e rodigini e ai francesi abbiamo svolto varie attività scolastiche: sportive, artistiche , ludiche , ricreative…
i maschi sono andati a giocare a rugby tutti insieme sulla spiaggia dell’Oceano Atlantico.
Definite le squadre ci siamo sfidati tra di noi: vincendo o perdendo, ma in entrambi i casi divertendoci.
Le femminucce, invece, si sono dedicate alla pittura.
Hanno dipinto, ma anche realizzato collage e comunicato con i ragazzi della classe in cui erano ospitate.
Poi hanno seguito una lezione di geografia durante la quale sono state protagoniste perché si parlava della geografia d’Italia.
La giornata è stata molto positiva e si è conclusa con una inaspettata sorpresa: un riccio da salvare dal pericolo della strada.
L’abbiamo trovato proprio all’uscita della scuola mentre rientravamo in hotel dopo la festa in nostro onore.
Noi maestre invece abbiamo lavorato con gli altri colleghi, visionato i prodotti realizzati durante la giornata del clean up day (foto, video) e letto il primo capitolo del libro che stiamo costruendo insieme: un capitolo per ogni paese partner.
Il premio per la nostra fatica ci è arrivato alle 13, con il pranzo presso il ristorante della scuola alberghiera di Royan.
Qui la nouvel cousine è uscita in tutto il suo splendore.
Le foto parlano da sole!
I bambini dopo la cerimonia di messa a dimora della pianta donata dai rodigini… DOVEVANO fare shopping. Il pensiero costante era comprare un regalo per la propria famiglia.
Abbiamo mandato la maestra Ilenia dal Sindaco a presenziare alla cerimonia di saluti ufficiali e a ricevere i gadgets e noi (Laura e Patrizia) abbiamo finalmente esaudito il loro più grande desiderio.
Ci salutiamo qui.
A domani, a casa.
Francia 3°giorno
Diario di bordo di mercoledì 5 ottobre
Intanto cominciamo con una precisazione: ieri sera nel diario abbiamo scritto che i bambini si sono addormentati alle 20.20 , MAGARI!, volevamo scrivere 22.20
A certe ore di notte …. diamo i numeri!!!
Stasera, mentre vi scriviamo i nostri magnifici 6 stanno giocando a briscola sorseggiando una tisana rilassante. Sono le 23.23!
La giornata di oggi è stata all’insegna della cultura.
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Arrivati a Rochefort abbiamo visitato il sito della costruzione di Hermione, un veliero del XVIII secolo, usato dai Francesi, al tempo di La Fayette durante il regno del Re Sole. I Francesi lo stanno ricostruendo per ripercorre il viaggio da Rocheforte a Boston come nei tempi antichi. Forse nel 2014 sarà pronto. Molto interessante e suggestivo entrare nel cantiere. Ecco alcuni dati: peso 1200 tonnellate, altezza 10 m , lunghezza 50 m, l’albero maestro alto 54 m. Il legno usato era legno di quercia come quello che stanno usando adesso. Attualmente ci sono 30 carpentieri al lavoro per ultimare la costruzione. Lo sapete che nel ’700 ci impiegavano solo 6 mesi per completare una imbarcazione come quella, ma erano in 4000 operai! Una pausa ricreativa sotto un caldo sole di un autunno impensabile. Oggi ci siamo muniti di panini con nutella e croissant e ogni merenda era la nostra! Abbiamo visitato anche l’arsenale dove costruivano le corde per le navi, le campane e i tappeti. E il nostro Giovanni si è offerto per dare una dimostrazione pratica nella costruzione di una cortissima corda perché quelle vere di una volta erano lunghe 374 m e servivano proprio 374m di spazio per arrotolarle. Così voleva il Re.
Il pranzo è stato un VERO PRANZO! Pensate, dove in Francia avremmo potuto mangiare tanto da sfamarci? In un ristorante italiano! Ci sono le foto che parlano da sole!
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A piedi, con la pancia piena, abbiamo girato in centro a La Rochelle fino ad arrivare all’acquario. Lunga attesa per il pagamento del biglietto d’ingresso (40 minuti), ma poi …. uno spettacolo davvero emozionante. Siamo scesi con un ascensore che sembrava un sommergibile … e aperta la porta siamo entrati in un tunnel trasparente avvolti da una miriade di piccole ed eleganti meduse. Vasche piccole e grandi ci aspettavano con pesci di ogni forma grandezza e colore: stelle marine, murene, squali, testuggini, anemoni, cavallucci marini, pesce sega, pesci luna, scorfano… I bambini correvano a destra e a sinistra tra: “che bello, corri maestra, guarda questo, maestra vieni vieni….”
Incontenibili, ma c’era motivo per esserlo.














































































































































































































































































































































































































































































































































































































